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Istituto per la storia dell'età contemporanea
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L'mwcgIstituto per la storia dell'età contemporanea, in acronimo mwcwISEC, è una fondazione costituita nel 2002 e riconosciuta come mwdaONLUS. Il suo statuto indica che scopo della Fondazione è quello di «raccogliere, conservare, ordinare e porre a disposizione degli studiosi i documenti atti a ricostruire la vita sociale, politica ed economica dell'Italia contemporanea».

Contents

Sede
Note

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I precedenti

L'attuale Fondazione continua l'opera dell'mweaIstituto milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio (Isrmo) fondato nel 1972 per non disperdere l'eredità spirituale e le testimonianze della mweqResistenza milanese, che ebbe tra i propri protagonisti molti operai e tecnici delle fabbriche.

Gli archivi

La grande attività di raccolta di documentazione della Fondazione ISEC. Istituto per la storia dell'età contemporaneacite-ref-1[1] ha coinciso con l'epoca della chiusura delle più importanti imprese della cintura milanese delle quali l'Isec si è preoccupato di salvare gli archivi storici e le biblioteche tecniche, con compiti conservativi, di ordinamento e valorizzazione. In breve gli archivi hanno superato i 4 chilometri lineari. Particolarmente importanti gli archivi mwgaBreda (estremi cronologici:1921-1966)cite-ref-2[2], mwhqErcole Marelli (estremi cronologici:1896-1986)cite-ref-3[3], mwigRiva Calzoni, mwiwBastogi (estremi cronologici: 1862 - 1983)cite-ref-4[4], Bottonificio Binda, mwkaItaltel (estremi cronologici:1930-2000)cite-ref-5[5], mwlqFalck. Il fondo filmico Innocenti Santeustachio (estremi cronologici: 1955 - 1970) cite-ref-6[6] è stato depositato dalla Fondazione ISEC (Fondazione istituto per la storia dell'età contemporanea) presso Archivio nazionale del cinema d'impresa di Ivrea)cite-ref-7[7]. Si trattava di aziende che, in particolari comparti, come ad esempio quello dei mezzi di trazione ferroviari, avevano un ruolo fondamentale nel panorama economico italiano. Pertanto i relativi archivi costituiscono una delle più importanti risorse per la storia industriale dell'Italia. Ci sono circa 100.000 fotografie che illustrano i processi lavorativi, dalla fine dell'Ottocento agli anni Settanta del Novecento.

L'Isec cura anche l'archivio delle carte e dei modelli di mwnwGiovanni Sacchi (Estremi cronologici: 1936 gen. 1 - 2004 dic. 31)cite-ref-8[8], presso il mwpaParco archeologico industriale ex-Breda.

Già dal 1983 la Sovrintendenza archivistica ha dichiarato "di notevole interesse storico" l'archivio conservato dalla Fondazione Isec.

Biblioteca ed emeroteca

La biblioteca dell'Istituto conserva oltre 70.000 volumi. Il nucleo storico attorno al quale si è sviluppata la biblioteca della Fondazione Isec consta di circa 10.000 volumi che trattano tutti gli aspetti della storia contemporanea milanese e lombarda (e non solo), con particolare attenzione alla storia economica e d'impresa, alla storia del ventennio fascista e della Resistenza, alle vicende del movimento operaio e sindacale. In particolare mette a disposizione degli utenti le biblioteche tecniche della Breda, della Falck, della mwqaMarelli, della mwqqAEM. Custodisce in deposito anche la Biblioteca "mwqgLeo Finzi" del Collegio degli ingegneri e degli architetti di Milano, ricca di 21.000 volumi. L'emeroteca conserva oltre 3.500 testate. La Biblioteca aderisce al Servizio bibliotecario nazionale (Sbn).

Pubblicazioni

La Fondazione Isec cura la pubblicazione di volumi di storia, frutto delle ricerche di giovani ricercatori, nella collana "Ripensare il '900" dell'editore Guerini e associati.

Sede

La Fondazione ha sede in un edificio storico degli anni Trenta del Novecento di chiara impronta razionalista, già sede degli uffici del Comune di mwrwSesto San Giovanni. Parte dei depositi documentari sono invece ospitati nell'annessa villa fatta costruire nel Settecento da mwsaEnrico Mylius, uno dei primi filandieri della zona, agli albori della sua industrializzazione.

Enti finanziatori

L'ISEC usufruisce del sostegno istituzionale ed economico, con diverse modalità, del Comune di Sesto San Giovanni, della Provincia di Milano, della Camera di commercio di Milano, delle società Pirelli e A2A, della Lega delle cooperative.

Note

cite-note-11. mwuqmwugmwuwFondazione ISEC. Istituto per la storia dell'età contemporanea, su mwvaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwvqURL consultato il 20 giugno 2018.
cite-note-22. mwwqmwwgmwwwFondo Breda, su mwxaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwxqURL consultato il 20 giugno 2018.
cite-note-33. mwyqmwygmwywFondo Ercole Marelli, su mwzaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwzqURL consultato il 20 giugno 2018.
cite-note-44. mwaqmwagmwawfondo Bastogi, su mwbaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwbqURL consultato il 20 giugno 2018.
cite-note-55. mwcqmwcgmwcwFondo Italtel, su mwdaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwdqURL consultato il 20 giugno 2018.
cite-note-66. mweqmwegmwewfondo Innocenti, su mwfaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwfqURL consultato il 26 giugno 2018.
cite-note-77. mwgqmwggmwgwArchivio nazionale del cinema d'impresa, su mwhaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwhqURL consultato il 26 giugno 2018.
cite-note-88. mwiqmwigmwiwfondo Sacchi Giovanni, su mwjaSIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. mwjqURL consultato il 20 giugno 2018.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Istituto per la storia dell'età contemporanea

Collegamenti esterni

• mwkgSito ufficiale, su fondazioneisec.it (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).